I nutrienti per la fertilità maschile e i loro effetti clinicamente dimostrati

Per mantenersi in salute il nostro organismo ha bisogno di assumere una quantità adeguata di nutrienti. Espletare in modo ottimale i diversi processi fisiologici richiede una varietà di vitamine, minerali, aminoacidi e oligoelementi. Nell’uomo, la produzione di sperma è molto sensibile a bassi livelli di nutrienti e allo stress ossidativo.

Numerosi studi di ricerca scientifici sottoposti a valutazione inter pares dimostrano che i benefici dei micronutrienti sulla fertilità maschile sono significativi. Specularmente, l’assenza o la carenza di alcuni nutrienti possono portare alla subfertilità maschile. Raramente la scarsità di un singolo nutriente causa l’infertilità totale, ma può essere sufficiente a ridurre la fertilità e quindi a ritardare il concepimento.

Nutrienti fondamentali per favorire la fertilità maschile

Arginina

L’Arginina, un aminoacido non essenziale, reca benefici sia diretti che indiretti alla fertilità maschile.

Essendo un precursore dell’ossido nitrico, l’Arginina promuove la dilatazione vascolare e la corretta circolazione del flusso ematico. Tali aspetti influenzano indirettamente e in modo positivo la fertilità perché favoriscono l’erezione e quindi aumentano statisticamente le probabilità di concepire.

Gli studi confermano che l’integrazione di Arginina migliora indirettamente la fertilità agendo sulle funzioni sessuali di uomini che soffrono di disfunzioni erettili1.

Inoltre, l’Arginina influenza direttamente alcuni parametri essenziali relativi agli spermatozoi. Numerosi studi clinici dimostrano che 4-8 gr di Arginina al giorno migliorano la conta spermatica, la motilità e la concentrazione degli spermatozoi2 e il volume dell’eiaculazione3.

Grazie all’assenza di effetti indesiderati, questo aminoacido favorisce una sana fertilità maschile in modo sicuro.

Continua a leggere

Glutatione

Il Glutatione è un potente antiossidante che protegge gli spermatozoi dai danni provocati dai radicali liberi. Studi clinici hanno dimostrato un legame tra valori spermatici anormali e livelli scarsi di Glutatione nel plasma seminale.

Il Glutatione sembra quindi essere fondamentale nella salvaguardia del volume eiaculato, della conta spermatica4, della motilità5 e della morfologia degli spermatozoi6.

Il Glutatione può essere fornito dall’organismo il quale, per produrlo, deve poter contare sulla disponibilità di alcuni aminoacidi, in particolare la L-Cisteina. In periodi di stress o malattia, la richiesta di Glutatione e Cisteina da parte dell’organismo può essere elevata.

Di conseguenza, la Cisteina può essere insufficiente, risultare in bassi livelli di Glutatione e quindi influenzare negativamente la fertilità. Per questo è essenziale garantire un apporto adeguato tramite la dieta.

Continua a leggere

Carnitina

La Carnitina è un aminoacido importante per una buona produzione e motilità degli spermatozoi7. Questa sostanza, sintetizzata dall’aminoacido Lisina e dalla Metionina, contribuisce a fornire energia ai mitocondri e a rimuovere i prodotti di scarto risultanti dalla produzione di energia.

La ricerca ha scoperto un legame tra bassi livelli di Carnitina e l’infertilità maschile8. Altri studi suggeriscono che l’integrazione di Carnitina potrebbe migliorare la qualità degli spermatozoi in generale9.

In definitiva, è dimostrato che l’integrazione di aminoacidi aumenta la conta spermatica e migliora la concentrazione e la motilità degli spermatozoi salvaguardandone l’integrità e la morfologia. “Banihani S. et.al. (2012). Human sperm DNA oxidation, motility and viability in the presence of L-carnitine during in vitro incubation and centrifugation. Andrologia, Volume 44, Articolo 1, (pp. 505-12)”].

Continua a leggere

Vitamina A

Studi dimostrano che la Vitamina A gioca un ruolo fondamentale nella spermatogenesi. Tale vitamina contribuisce ad attivare i recettori nucleari che mandano ai testicoli il comando di produrre lo sperma10.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per determinare dosi di integratori adeguate, elementi di prova preliminari indicano che la Vitamina A potrebbe essere utilizzata nel trattamento dell’infertilità maschile e aumentare le probabilità di successo di sistemi di fecondazione artificiale come la fecondazione in vitro e l’inseminazione intrauterina11.

Continua a leggere

Acido folico (Vitamina B9)

È stato dimostrato che l’acido folico, già ampiamente apprezzato per gli effetti positivi sulla salute della funzione riproduttiva nella donna, può migliorare anche la fertilità maschile. Infatti ha un ruolo nella spermatogenesi e quindi nell’aumento della conta e della densità spermatica12.

Inoltre, contribuisce a proteggere gli spermatozoi in fase di sviluppo da difetti cromosomici13, che possono avere effetti negativi sulla fertilità.

Bassi livelli di acido folico vengono collegati a una probabilità di aborto superiore alla media del 30%. Circa l’80% degli uomini presenta un livello di acido folico carente.

Continua a leggere

Vitamina B12

Per una produzione spermatica sana è necessaria l’assunzione di Vitamina B12. Tale nutriente è fondamentale per la replicazione e lo sviluppo del DNA, oltre che per la produzione di sperma e l’ottenimento di una conta spermatica sana.

Continua a leggere

Vitamina C

Generalmente, l’acido ascorbico (Vitamina C) si trova in alta concentrazione nel plasma seminale. Studi dimostrano che questa vitamina è responsabile della neutralizzazione dei radicali liberi negli spermatozoi fino al 65%. Tale azione protegge lo sperma in fase di sviluppo e di fertilità.

Livelli carenti di acido ascorbico nel plasma seminale sono associati alla riduzione della conta e della motilità spermatica, oltre all’aumento delle anomalie morfologiche14. Si stima che un terzo della popolazione segua una dieta non abbastanza salubre che non fornisce loro la quantità minima di Vitamina C di 80 mg al giorno.

Continua a leggere

Vitamina D

Lo sperma umano presenta dei recettori il cui compito specifico è legarsi alla Vitamina D15.

Sebbene siano necessarie ricerche più approfondite, gli studi iniziali suggeriscono che da un punto di vista genetico, per la produzione di spermatozoi sani l’organismo ha bisogno della Vitamina D16. Sembrerebbe infatti che tale vitamina giochi un ruolo fondamentale nel regolare la frammentazione del DNA e nello stabilizzare la struttura cromosomica.

Nella popolazione, è comune registrare livelli carenti di Vitamina D. Dal 70 all’80% degli europei presenta livelli di Vitamina D non ottimali. Il problema si accentua nell’Europa centrale e del nord, specie in inverno.

Continua a leggere

Vitamina E

La Vitamina E è particolarmente importante nella riduzione dello stress ossidativo e di conseguenza nella salvaguardia degli spermatozoi e del DNA17. Sono stati inoltre dimostrati effetti benefici diretti sulla motilità dello sperma18. Gli uomini che presentano un livello di fertilità scarso possono quindi aumentare le probabilità di un concepimento assumendo Vitamina E. Circa metà della popolazione non assume la dose minima giornaliera consigliata di 12 mg di vitamina E.

Continua a leggere

Coenzima Q10

Il coenzima Q10 presenta una struttura simile alle vitamine e come loro aiuta a ridurre i danni provocati dai radicali liberi. Studi dimostrano che l’integrazione di Q10 può migliorare la morfologia, la densità e la motilità degli spermatozoi19.

Tale micronutriente è essenziale per il movimento in avanti degli spermatozoi20 e per la protezione dagli effetti dei radicali liberi21.

Continua a leggere

Omega 3

Studi dimostrano che i livelli di acido grasso Omega 3 nel plasma ematico possono influenzare la fertilità. Infatti gli uomini non fertili presentano una concentrazione più bassa di tale acido grasso nello sperma rispetto agli uomini fertili22. Ulteriori ricerche suggeriscono che l’integrazione di Omega 3 possa avere effetti positivi sull’infertilità idiopatica (infertilità inspiegata)23.

Continua a leggere

Estratto di corteccia di pino

Studi clinici dimostrano che i componenti dell’estratto di corteccia di pino migliorano la morfologia, la motilità e la conta spermatica.24

Inoltre, l’estratto di corteccia di pino sembrerebbe amplificare i benefici dell’Arginina sulla fertilità maschile. Infatti, alcuni studi dimostrano che l’estratto ottenuto da pini marittimi francesi, in combinazione con l’Arginina, può curare efficacemente l’infertilità idiopatica (infertilità inspiegata)25.

Altri studi clinici suggeriscono che l’estratto di corteccia di pino favorisca la fertilità maschile migliorando la resistenza fisica e la funzione erettile26.

Continua a leggere

Selenio

Questo oligoelemento favorisce l’integrità strutturale degli spermatozoi, aiuta a ridurre lo stress ossidativo e contribuisce a migliorare la motilità dello sperma27. Le coltivazioni europee sono particolarmente carenti di selenio.

Continua a leggere

Zinco

Lo zinco è uno degli oligoelementi più importanti per la fertilità maschile28. Si tratta di un elemento fondamentale per la produzione della membrana e della coda degli spermatozoi29.

Alcuni studi indicano una relazione tra l’infertilità e una ridotta concentrazione di zinco nel plasma seminale30. In mancanza di una riserva di zinco sufficiente, gli spermatozoi non maturano ad una velocità normale, con effetti negativi sulla conta spermatica31. Tale fenomeno può eventualmente portare alla subfertilità.

Continua a leggere

Quando assumere i micronutrienti?

uomo gravidanza alimentiGeneralmente, a una coppia che desidera concepire si consiglia di tenere uno stile di vita sano. La fertilità maschile non dovrebbe essere promossa solo in situazioni legate alla terapia clinica.

Uno dei modi più semplici ed efficaci per garantire all’organismo un apporto adeguato di nutrienti per la fertilità è l’assunzione di integratori alimentari.

Migliorare le probabilità in modo efficace ed efficiente

 

Agli uomini che vogliono creare una famiglia si raccomanda fortemente l’assunzione di integratori alimentari. In questo modo si risolverà ogni eventuale problema di fertilità legato alla carenza di nutrienti. Si tratta di una strada efficace, economicamente accessibile, provata e conveniente per favorire la fertilità maschile, in particolare se consideriamo i costi elevati e le probabilità di riuscita incerte di trattamenti per la fertilità come la fecondazione in vitro o l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo.

In combinazione con modifiche positive al proprio stile di vita, gli integratori possono giocare un ruolo importante nel migliorare le probabilità di concepire.

Nutrienti: meglio singoli o combinati?

La tenuta di una catena si calcola sull’anello più debole. Sia che un uomo presenti una conta spermatica bassa o una motilità carente, sia che abbia una scarsa qualità degli spermatozoi in generale, è più efficace assumere un prodotto che offra una combinazione di vari nutrienti per la fertilità. In questo modo si aumentano le probabilità di massimizzare diversi parametri legati allo sperma e, di conseguenza, la conta degli spermatozoi mobili totali (TMS).

Il totale degli spermatozoi mobili è il risultato matematico del rapporto tra conta spermatica, motilità e volume dello sperma e indica quanti milioni di spermatozoi di ottima qualità sono presenti in una eiaculazione.

I micronutrienti per la fertilità sono tutti economicamente accessibili, ben tollerati e la loro efficacia nel migliorare al contempo numerosi parametri relativi allo sperma è dimostrata.

Aumentare l’assunzione di nutrienti per favorire la fertilità maschile

Data l’efficacia dei nutrienti sulla fertilità maschile, gli uomini che desiderano creare una famiglia devono prestare particolare attenzione alla loro dieta.

Nonostante l’organismo possa produrre da solo alcuni aminoacidi come il Glutatione, l’Arginina e la Carnitina, spesso è necessario ricorrere ad integratori per raggiungere livelli adeguati.

Sebbene una dieta equilibrata contenente alimenti non processati possa favorire la disponibilità dei nutrienti necessari per una fertilità sana, tali apporti possono essere limitati. Ad esempio, durante una malattia o periodi di stress prolungati, la richiesta nutrizionale dell’organismo aumenta e questo può talvolta portare a una riduzione della fertilità.

Inoltre, alcuni fattori legati allo stile di vita, come il consumo di tabacco e alcol, un riposo insufficiente, un eccessivo aumento di peso e la mancanza di attività fisica, possono avere effetti negativi sulla fertilità.

Gli integratori combinati riuniscono molti nutrienti in una sola pillola capace di migliorare la fertilità maschile.

Ma attenzione: ne esistono di tipologie molto diverse per qualità e prezzo. Scopri per quali vale la pena spendere il proprio tempo e denaro.

Tutti i nutrienti per la fertilità maschile

Bibliografia

  1. “Chen, J. et. al. (1999). Effect of oral administration of high-dose nitric oxide donor L-arginine in men with organic erectile dysfunction: results of a double-blind, randomized, placebo-controlled study, BJU International, Volume 83, Articolo 3, (pp. 269-73)”
  2. “Schachter, J. et. al. (1973) Treatment of oligospermia with the amino acid arginine. Journal of Urology, Volume 110, (pp. 311-13)”
  3. “Imhof, Martin et al., “Improvement of sperm quality after micronutritient supplementation”, e-SPEN, the European e-Journal of Clinical nutrition and Metabolism”
  4. “Naher, Z. et.al. (2011). Role of glutathione in male infertility. Bangladesh Journal of Medical Biochemistry, Volume 4, Articolo 2, (pp. 20-25)”
  5. “Lenzi, A. et.al (1993). Placebo-controlled, double-blind, cross-over trial of glutathione therapy in male infertility. Human Reproduction, Volume 8, Articolo 10, (pp. 1657-67)”
  6. “Eskiocak, S., et al. (2005). Glutathione and free sulphydryl content of seminal plasma in healthy medical students during and after, Human Reproduction, Volume 20, Articolo 9, (pp. 2295-600″
  7. “De Rosa, M. et.al. (2005). Correlation between seminal carnitine and functional spermatozoal characteristics in men with semen dysfunction of various origins. Drugs in R&D, Volume 6, Articolo 1, (pp.1-9)”
  8. “Mataliotakis, I. et.al. (2000). L-Carnitine levels in the seminal plasma of fertile and infertile men: correlation with sperm quality. International Journal Fertility and Women’s Medicine, Volume 45, Articolo 3, (pp. 236-240)”
  9. “Balercia, M. et.al. (2005). Placebo-controlled double-blind randomized trial on the use of l-carnitine, l-acetylcarnitine, or combined l-carnitine and l-acetylcarnitine in men with idiopathic asthenozoospermia. Fertility and Sterility, Volume 84, Articolo 3. (pp. 662-671)”
  10. “Zhou, X. et.al. (2011). The orphan nuclear receptor TR4 is a vitamin A activated nuclear receptor. Journal of Biological Chemistry, Volume 286, Articolo 4, (pp. 2877-85).”
  11. Merviel P, Heraud MH, Grenier N, Lourdel E, Sanguinet P, Copin H (novembre 2008). “Predictive factors for pregnancy after intrauterine insemination (IUI): An analysis of 1038 cycles and a review of the literature”. Fertil. Steril. 93 (1): 79–88. doi:10.1016/j.fertnstert.2008.09.058. PMID 18996517″
  12. “Wallock L. et.al. (2001). Low seminal plasma folate concentrations are associated with low sperm density and count in male smokers and non-smokers. Fertility and Sterility, Volume 75, (pp. 252-9)”
  13. “Young, S. et.al (2007). The association of folate, zinc and antioxidant intake with sperm aneuploidy in healthy non-smoking men. Human Reproduction, Volume 23, Articolo 5, (pp. 1014-1022)”
  14. “Colagar, A. and Marzony, E. (2009). Ascorbic Acid in Human Seminal Plasma: Determination and Its Relationship to Sperm Quality. Journal of Clinical Biochemistry and Nutrition, Volume 45, Articolo 2, (pp. 144-49)”
  15. “Lerchbaum, E. and Obermayer-Pietsch, B. (2012). Vitamin D and fertility: a systematic review. European Journal of Endocrinology, Volume 166, Articolo 5, (pp. 765-78)”
  16. “Aquila, S. et.al. (2008). “Human sperm anatomy: ultrastructural localization of 1alpha,25-dihydroxyvitamin D receptor and its possible role in the human male gamete. Journal of Anatomy, Volume 213, Articolo 5, (pp. 555-84)”
  17. “Suleiman, S. et.al. (1996). Lipid peroxidation and human sperm motility: protective role of vitamin E. Journal of Andrology, Volume 17, Articolo 5, (pp. 530-7)”
  18. “http://www.jstor.org/discover/10.2307/76145?”
  19. “Safarinejad, M. (2009). Efficacy of coenzyme Q10 on semen parameters, sperm function and reproductive hormones in infertile men, The Journal of Urology, Volume 182, Articolo 1, (pp. 237-28)”
  20. “Mancini, A. and Balercia, G. (2011). Coenzyme Q(10) in male infertility: physiopathology and therapy. Biofactors, Volume 37, Articolo 5, (pp374-80)”
  21. “Talevi, R. et.al. (2013). Protective effects of in vitro treatment with zinc, d-aspartate and coenzyme q10 on human sperm motility, lipid peroxidation and DNA fragmentation. Reproductive Biology and Endocrinology, Volume 16, Articolo 11, (pp.81)”
  22. “http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19666200”
  23. “http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22659579”
  24. “Roseff, S. (2002). Improvement in sperm quality and function with French maritime pine tree bark extract. Journal of Reproductive Medicine, Volume 47, Articolo 10 (pp.821-4)”
  25. “Nikolova, V. et.al. (2007). Sperm parameters in male idiopathic infertility after treatment with prelox. Akush Ginekol (Sofiia), Volume 4, Articolo 5, (pp. 7-12)”
  26. “Stanislavov, R. and Nikolova, V. (2003). Treatment of erectile dysfunction with Pycnogenol and L-arginine. Journal of Sex & Marital Therapy, Volume 29, Articolo 3, (pp. 207-13)”
  27. “Hansen, J. and Deguchi, Y. (1996). Male fertility is linked to the selenoprotein phospholipid hydroperoxide glutathione peroxidase. Acta Veterinaria Scandinavica, Volume 37, Articolo 1, (pp.19-30)”
  28. “Abbasi, A. et.al. (1980). Experimental zinc deficiency in man. Effects on testicular function. The Journal of Laboratory and Clinical Medicine, Volume 96, Articolo 3, (pp.544-50)”
  29. “Caldamone, M. et.al. (1979). Seminal zinc and male infertility. Urology, Volume 13, Articolo 3, (pp. 280-281)”
  30. “Chia, S. et.al. (2000). Comparison of zinc concentrations in blood and seminal plasma and the various sperm parameters between fertile and infertile men. Journal of Andrology, Volume 21, Articolo 1, (pp. 53-57).”
  31. “Tikkiwal M. et.al. (1987). Effect of zinc administration on seminal zinc and fertility of oligospermic males. Indian Journal of Physiology Pharmacology, Volume 31, Articolo 1, (pp. 30-34)”
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

E' possibile utilizzare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

cancella il moduloInvio